La nostra storia

La nostra storia

 

Associazione artigiani della marca. L’atto di nascita è datato 7 Febbraio 1949. Lo firmano davanti al notaio Carlo Marcati di Treviso, Antonio Pavan, Gastone Barioli, Arduino Agnoletto, Angelo Masetto, Vercellino Baldasso, Luigi Cappelletto, Nicolò Figuccia, Luigi Pedronetto, Arturo Fabris, Amedeo Fabris. Nella stessa data si vota lo statuto e si designa il direttivo provvisorio, in attesa di convocare un’assemblea generale e di procedere alle elezioni. Presidente è Antonio Pavan, Vice Presidente Luigi Cappelletto, consiglieri Arduino Agnoletto, Gastone Barioli e Luigi Pedronetto.

Il gruppetto si mette subito al lavoro ed in pochi mesi l’Associazione può già contare su 140 adesioni, di cui ben 40 di Istrana, dove opera Michele Bacchion, che va considerato tra i protagonisti dell’associazionismo artigiano trevigiano. Sia l’atto costitutivo che lo statuto mettono in primo piano il carattere apartitico ed autonomo dell’associazione, e sono queste due caratteristiche a costituire la base della sua affermazione.

Un’idea di come i padri fondatori intendano l’Associazione, infatti, si ricava da una nota inviata i 5 maggio 1968 da Angelo Biasuzzo, allora Presidente dell’Alleanza tra le associazioni autonome mandamentali artigiane, all’editrice OPEM per l’annuario delle imprese artigiane della Provincia di Treviso. In essa di legge:
“Un gruppo di artigiani decise di costituire a Treviso l’Associazione Artigiani della Marca, un Sindacato apartitico che tutelasse i valori fondamentali sociali ed umani dell’artigiano come lavoratore, come imprenditore come cittadino, artigiano inserito nel contesto della splendida civiltà veneta profondamente rispettosa di un ordine spirituale cristiano liberamente cercato accettato e propugnato, e di un ordine basato sul rispetto delle leggi vigenti e sulla profonda consapevolezza che ogni ordinato sviluppo nasce e trova il suo più sicuro fondamento nel sistema democratico che deve assicurare, con la comunità statuale l’organizzazione dei gruppi che in casa vivono ed operano. Spirito antico, quello della civiltà veneta, per lunghi anni, per troppi anni, conculcato e mortificato, ma risorgente, in quegli anni di sconfitta, di fame e di distruzione, con una speranza, come una volontà e come una forza di nuova umanità di rapida ricostruzione e di rinnovamento spirituale”. La prima sede è un bar davanti al Collegio PIO X, in borgo Cavour. Si lavora con una macchina da scrivere presa in prestito: tutto è affidato alla disponibilità di pochi generosi.

Il primo congresso si tiene nell’Ottobre del 1949 al Cinema Astra, ed è un successo: 150 partecipante, l’Associazione è una realtà, i soci a fine anno sono già 350.

Negli anni 50 fanno la loro comparsa sulla scena dell’associazionismo le categorie di mestiere: dapprima quella dei calzolai, poi quella dei mugnai e via via tutte le altre.

L’artigianato esce allo scoperto, mette in vetrina le sue produzioni migliori, nasce l’Artigiancassa, il settore viene finalmente disciplinato con l’approvazione delle legge quadro 860 del 1956.

Nel 1954 Antonio Pavan, sarto, uomo stimato, lascia la Presidenza dell’Associazione, e gli subentra Angelo Biasuzzo, del quale, un anno dopo, prende il posto Antonio Gentilin.

 

Alla soglia degli anni ’60 si constata un salto qualitativo notevole, Lo sviluppo va al galoppo e già si intuiscono i segni del miracolo prossimo. Decresce l’attività delle filande, tanti mestieri poveri, soprattutto ambulanti, tendono a ridimensionarsi notevolmente e si potenziano invece i settori della metalmeccanica, dell’abbigliamento e dell’alimentare. Anche i servizi per l’igiene e la persona migliorano nettamente.

Si rafforzano le categorie, anche se da queste provengono molti problemi perché spesso si muovono indipendentemente dalle indicazioni dell’Associazione. La categoria degli acconciatori, guidata da Gelindo Catterin, si esprime in iniziative che danno prestigio all’artigianato, come l’ottavo campionato triveneto di acconciatura femminile che viene organizzato nel 1961. Riprende in mano l’Associazione Angelo Biasuzzo e nel 1964 la sede si trasferisce in Via Bianchetti. In quegli anni l’attività si fa sempre più intensa e nonostante qualche problema con il personale e con le associazioni concorrenti, come l’ACAI (Associazione Cristiana Artigiani di Italia) le condizioni economiche e sociali del Trevigiano continuano a migliorare. Si comincia a parlare anche di abusivismo e l’Associazione si fa portavoce della protesta degli artigiani.

Si costituisce un ufficio decentrato a Mogliano Veneto.

Nell’ultimo periodo della presidenza Biasuzzo, l’artigianato è sempre più in espansione e l’attività è concentrata sui servizi. Gli associati sono quasi mille, e la sede viene trasferita da Via Bianchetti a Piazza del Grano (settembre 1969).

Nel 1970, in occasione del Congresso c’è il cambio della Presidenza.

Viene eletto nuovo Presidente Carlo Marini. In un clima caratterizzato dalla domanda di decentramento e di partecipazione si creano i primi circoli comunali (Mogliano Veneto, Morgano, Monastier di Treviso, Zenson di Piave, Spresiano).

 

Da un po’ di tempo i sindacati confederali hanno messo gli occhi sull’artigianato, verso il quale non dimostrano di avere molta considerazione.

Viene dato un forte impulso alla formazione professionale e all’aggiornamento, tanto è vero che l’Associazione stanzia 40 borse di studio per i figli di artigiani e sostiene la creazione di scuole professionali e di qualificazione in diretta collaborazione con l’Istituto Veneto per il Lavoro. C’è dunque un’apertura verso il mondo della scuola, con cui si apre un dialogo ed un confronto.

Nel 1972 nasce la Cooperativa Artigiana di Garanzia, che ha uno sviluppo molto rapido, tanto da annoverare, appena dopo un anno, 700 ditte associate. La richiesta di credito supera abbondantemente le disponibilità.

Nel 1973 nasce l’IVA, un’imposta che rivoluziona il meccanismo fiscale: l’artigianato viene posto di fronte a grossi problemi di contabilità. L’attività di informazione e preparazione attraverso riunioni a vario livello è intensa. Sugli uffici si sta riversando una grande mole di lavoro, che porta alla decisione di dotarsi, nello stesso anno, di una macchina elettrocontabile.

Con l’undicesimo Congresso del 1977 si chiude l’era della Presidenza Marini, al quale subentra Elio Battistella, artigiano di Casale sul Sile. Il trend espansivo è comune in tutto il Veneto, ma nel trevigiano ha indici di primato. SI va prefigurando quel modello “adriatico” di sviluppo che si distingue sia dal capitalismo classico del triangolo industriale del Nord che dal capitalismo clientelare del Sud. L’artigianato di produzione assume un ruolo di primissimo piano, mentre quello artistico-tradizionale segna il passo.

Incomincia a porsi in termini concreti la questione dell’organizzazione della vendita. Si parla di promozione. Di marketing, di mercato. Nasce la mostra dei prodotti artigiani a Mogliano Veneto, che diventa la più importante e significativa della zona, trasferendosi poi a Villa Fanchetti di Preganziol.

E’ una mostra di artigianato artistico, ma nel suo ambito si attuano parecchie altre iniziative, quali dibattiti, incontri con la scuola, laboratori per alunni, concorsi, sfilate di moda. Nasce anche l’Artigianfiera di San Biagio di Callalta.

Un altro campo di impegno per l’organizzazione sono gli insediamenti produttivi, con la costituzione di Consorzi tra imprese artigiane per l’acquisto e l’urbanizzazione di aree artigianali ove collocare le proprie attività.

Alla fine del 1977 la sede dell’Associazione passa da Piazza del Grano a Via Pietro di Dante, nei pressi di Piazza Giustiniani. L’attività sindacale e sociale è vivace: nel 1979 passa la proposta del Presidente Battistella di un Notiziario sindacale per dirigenti comunali, di cui escono alcuni numeri. L’anno si chiude con un record: all’Albo delle imprese artigiane risultano iscritte 19.883 imprese, con un balzo del 7,9% rispetto all’anno precedente. Il dodicesimo Congresso (1980) è importante per una generale mobilitazione degli artigiani e per la riorganizzazione di quasi tutti i circoli comunali e dei gruppi di mestiere. Il Presidente Battistella mette in risalto l’esigenza di dialogo e collaborazione con gli enti locali e con gli organismi territoriali del Mandamento. Il resoconto dell’attività svolta viene presentato dai due vice Presidenti Angelo Canton e Renato Boschiero.

 

Nel 1980 l’artigianato trevigiano fa un altro balzo in avanti: un atro indice record di crescita (più 8,1%), con un forte aumento delle ditte manifatturiere, meccaniche, abbigliamento e legno.

L’appuntamento del 26 Settembre 1982 (Congresso Straordinario del Mandamento) può essere considerato uno spartiacque tra una fase che si chiude ed un’altra che si apre. E’ sicuramente un momento storico per l’Associazione, perché si vota un nuovo statuto, si aggiusta il nome, si presenta un bilancio lusinghiero costruito su una lunga serie di successi e su un generale consenso, si gettano le basi per ulteriori affermazioni. L’aggiornamento dello Statuto viene attuato con l’obbiettivo di adeguare struttura, attività e servizi alle mutate esigenze della categoria, al fine di garantire una più efficiente e funzionale organizzazione. SI investe molto sull’effetto dell’immagine: lo statuto che viene votato dall’Associazione Artigiani della Marca, Mandamento di Treviso, è lo stesso che nella medesima stagione viene approvato dalle altre sette organizzazioni autonome degli artigiani che operano nella Provincia di Treviso. Da questo momento un unico nome le raccoglie; sono omologati principi, operatività ed obbiettivi; esce una volontà comune di intenti.

In questi anni è sempre la mostra di Villa Franchetti che sorprende per qualità, ricchezza, innovazione, stile, creatività, eleganza dei prodotti esposti.

Nel 1983 la stessa viene inaugurata dall’allora Presidente della Regione Carlo Bernini.

Il 21 Dicembre del 1982 il Presidente Battistella, causa molteplici incarichi, lascia la Presidenza del Mandamento di Treviso che viene assunta da Lino De Stefani, già Presidente regionale del settore maglieria.

C’è una crescente necessità di aree per potenziare laboratori o per l’avvio di nuove iniziative. L’Associazione promuove Consorzi di insediamenti artigianali con l’obbiettivo di frenare le speculazioni e di rendere disponibili aree a prezzi contenuti. Vengono costituiti ben 19 Consorzi.

Anche il 13esimo Congresso dei delegati, che si svolge il 9 Ottobre 1983 è particolarmente significativo per i grandi temi di attualità che si dibattono. Il Vice Presidente Boschiero Renato insiste sui temi sindacali: è un leader nel campo, esponente nazionale della categoria artigiana metalmeccanici, e in tale veste partecipa a Roma alle complesse trattative sulle misure per il contenimento dell’inflazione, del costo del lavoro, sui diritti sindacali che le organizzazioni CGIL, CISL e UIL vorrebbero imporre con criteri unilaterali sull’apprendistato. Il Vice Presidente Corò Aldo si sofferma sui dati organizzativi, sulle relazioni con gli enti locali, sulle tante manifestazioni e iniziative intraprese del Mandamento per far conoscere la realtà artigiana. Il Presidente De Stefani, fa un’ampia relazione su quanto l’Associazione sta facendo e su quanto ha in programma. Conclude i lavori il Ministro delle Finanze Bruno Visentini.

Esito della votazione per il rinnovo delle cariche: Lino De Stefani è confermato Presidente. Conferma nella Vicepresidenza di Aldo Corò. Viene eletto un nuovo Vice Presidente: Salvino Bigolin.

Nel 1984 va ricordato come l’anno della protesta contro il fisco con lo slogan “reprimere l’evasione, non sopprimere l’impresa”. Ma è anche l’anno dell’ultima mostra a Villa Franchetti, la cui continuazione sarà la mostra dell’artigianato artistico a Villa Sina di Visnadello (Spresiano), mentre sta prendendo piede un’altra importante manifestazione, che è l’Art Fiera a San Biagio di Callalta.

Negli anni a seguire, fra i temi che si affrontano, acquista particolare rilievo l’apertura di sedi decentrate dell’Associazione, in quanto i soci reclamano servizi più a portata di mano.

Nascono nel 1986 gli uffici periferici di Visnadello e di San Biagio di Callalta e poco dopo quello di Paese (il primo ufficio periferico, di Mogliano Veneto, era già stato inaugurato a fine anni 60).

In quel periodo viene proposta l’iniziativa “incontri artigiani” una serie di appuntamenti culturali pensati con l’obbiettivo di creare per gli artigiani occasioni di riflessione e di approfondimenti su argomenti di attualità.

Gli anni 80 si concludono con la conferma di De Stefani Lino Presidente e con l’acquisto della nuova sede, che è quella attuale di via Rosa Zalivani, in località Fiera, sempre a Treviso.

 

Nell’anno 1992 terminano i due mandati della Presidenza De Stefani. Gli subentra Michieletto Claudio, imprenditore di Quinto di Treviso, nel settore degli elettrodomestici.

Sono anni di intensa attività e di ulteriore espansione e crescita della categoria. Non mancano tuttavia i problemi, primo fra tutti l’introduzione nel 1992 di un nuovo sistema di accertamento fiscale basato sul reddito minimo al di sotto del quale, secondo lo Stato, il contribuente artigiano non poteva scendere, la cosiddetta “MINIMUN TAX”. Una legge avversata dalla categoria, che scese in piazza compatta contro il provvedimento, finché non venne abolito.

Agli inizi degli anni ’90 si cominciava a parlare anche di inquinamento, di eccessiva burocrazia, e di altre problematiche non nuove, ma sempre di attualità per il loro impatto negativo nei confronti del mondo artigiano, come il dilagare dell’abusivismo.

Il Presidente Michieletto mise in atto alcune forme clamorose di protesta, per richiamare l’attenzione dei mass media e dell’opinione pubblica su questi problemi che affliggevano la categoria, e per la tutela dei diritti di migliaia di imprese.

Furono organizzate quattro azioni dimostrative:

  • Il taglio della mala pianta dei balzelli governativi, un tronco d’albero che al posto delle foglie presentava dei volantini con il nome dei vari tributi e/o tasse;
  • L’operazione “veleni in piazza” che consisteva nel portare in piazza i rifiuti prodotti dalle aziende artigiane per significare la difficoltà e l’eccessivo costo in termini economici e burocratici per il loro smaltimento.
  • L’esposizione del fantoccio legato, a simbolo degli impedimenti che ostacolano il corretto inserimento in azienda del lavoratore straniero;
  • Il rogo dell’abusivo, che rappresentava la piaga perenne dell’abusivismo sul corpo di un intero comparto.

Gli otto anni di Presidenza MIchieletto si contraddistinguono anche per altri avvenimenti: nel 1999 si celebra il cinquantennale dell’Associazione. Viene assunto come simbolo di tutte le manifestazioni un animaletto piuttosto comune: la formica.

Perché la formica? Rispondiamo riprendendo un passaggio di un articolo pubblicato sulla rivista “Futurartigiano”, periodico mandamentale di informazione, che vede la nascita proprio nel 1999, in occasione delle tante iniziative per la celebrazione del cinquantesimo: “il vantaggio delle formiche, spiegano gli studiosi, risiede nel fatto di essere gruppo abituato a lavorare e a produrre, ma che all’occorrenza sa trovare la compattezza della squadra che può contare sul sacrificio e la mobilitazione dei singoli. Questi tenaci e laboriosi insetti hanno il modo di farsi sentire attraverso una voce capace di agire come vero e proprio sistema di allarme. Esattamente come nel caso degli artigiani, protesi alla difesa della propria attività frutto di quotidiano lavoro e di tanti sacrifici”.

Alla fine del 1998 Confartigianato Treviso aveva ricevuto la Certificazione di Qualità UNI EN ISO 9001, prima associazione artigiana del Veneto a certificarsi.

 

Nel 2000 termina il mandato di Michieletto e viene eletto il nuovo Presidente Stefano Tecchio. La nuova dirigenza si mette subito al lavoro, per risolvere le tante questioni sul tappeto, prima fra tutte quelle legate ad un periodo di crisi del settore manifatturiero.

Sotto lo slogan “riavviare la locomotiva”, vengono ricomprese tutte le attività e le iniziative messe in atto per rivitalizzare i comparti della metalmeccanica, del legno e dell’abbigliamento.

E’ un periodo che si caratterizza per un forte impegno nella formazione e nell’aggiornamento imprenditoriale. Nasce e si sviluppa rapidamente il progetto “artigian quality”, il cui obbiettivo è quello di portare le aziende artigiane alla certificazione di qualità.

Si punta dunque non più alla quantità, bensì alla qualità dei prodotti e/o servizi, anche per combattere la concorrenza dei mercati stranieri che si fa sempre più intensa e aggressiva.

Ma in questo periodo si comincia a parlare sempre più spesso di ambiente e sicurezza sul lavoro. Per la verità la legge 626, che ha introdotto nuovi e pesanti adempimenti per le imprese artigiane in materia di sicurezza, è entrata in vigore nel 1996, ma gli effetti sull’economia delle imprese e in generale sul sistema produttivo si cominciano ad avvertire a partire dagli anni 2000.

Gli artigiani non sono contrari alla sicurezza, anzi. La categoria è ben cosciente che nel lavoro è fondamentale il rispetto della salute e la prevenzione degli infortuni. La critica che viene mosso più spesso è che la 626 ha introdotto troppi adempimenti burocratici, guardando più alla formalità che alla sostanza.

Nel 2004, al XVIII Congresso dei Delegati, viene eletta Presidente una donna, la prima donna della storia della Confartigianato Mandamentale che arriva a ricoprire tale incarico. Si chiama Baccichetto Maria, e proviene dal settore abbigliamento.

La Giunta Baccichetto lascia l’incarico e a maggio 2007 il Consiglio Direttivo nomina la nuova Giunta Esecutiva, presieduta da Carlo Pagotto, falegname di Spresiano.

 

02 Dicembre 2007

Congresso straordinario dei Delegati per adeguare lo statuto mandamentale a quello provinciale.

2009

Viene messo in rete il nuovo portale www.artigianonline.it.

Si celebra il Sessantesimo di fondazione del Mandamento attraverso tre momenti significativi:

  1. Convegno economico che si tiene sabato 7 febbraio 2009 .Intervengono illustri relatori, fra questi Salvatore Dominick (Economista del Fondo Mondiale Internazionale) sul tema “la crisi finanziaria e le prospettive dell’economia mondiale”. A conclusione Confartigianato premia le aziende artigiane iscritte da almeno 40 anni, in segno di riconoscenza "per la fedeltà all'Associazione";
  2. il Mandamento collabora attivamente con il Comune di Treviso sostenendo due iniziative culturali e ricreative: la tradizionale Festa dei Buranelli ed il Concerto lirico dell'Assunta;
  3. Confartigianato Mandamento di Treviso istituisce per la prima volta il Premio di laurea “Confartigianato Treviso”, in collaborazione con l'Università Ca' Foscari di Venezia ed il Centro Interdipartimentale Cultura ed Economia della Globalizzazione (C.E.G.). Obiettivo: approfondire la conoscenza delle piccole e medie imprese locali, facendole conoscere ad un vasto pubblico. La cerimonia di consegna del Premio si è tenuta sabato 21 novembre presso l'aula magna della facoltà di Giurisprudenza nella sede universitaria di Treviso. La giuria, presieduta da Ferruccio Bresolin (direttore del C.E.G.), e composta dai docenti universitari Giancarlo Corò e Bruno Barel, insieme al Presidente Carlo Pagotto assegna il premio ad ex aequo a tre candidate.

Viene rivisto e potenziato lo sportello Assistenza Legale.

XIX Congresso dei Delegati si svolge in data 25 ottobre 2009, presso l'auditorium del Collegio vescovile Pio X di Treviso. Le urne premiano la continuità, riconfermando il Presidente Pagotto Carlo ed i Vice Presidenti Sartori Renzo e Piovesan Ennio.

10 Giugno 2010

Confartigianato, insieme all'Università Cà Foscari di Venezia, è stata protagonista di un interessante convegno economico, tenutosi presso l'aula magna della sede universitaria di Treviso. Nell'occasione è stato presentato il volume "Artigianato e cultura in un mondo che cambia", tratto dalle tesi di laurea delle vincitrici del premio istituito per il sessantesimo di fondazione del Mandamento. Il libro fa parte della collana del CEG.

Luglio 2011

Fervono le attività in Mandamento, in particolare per quanto riguarda la formazione permanente, non solo per i corsi obbligatori che le aziende sono costrette a seguire per rimanere in linea con le normative vigenti, quanto piuttosto per tutte le occasioni di formazione facoltativa, dove l'imprenditore può decidere se cogliere l'opportunità offerta.

Confartigianato investe in tecnologie e avvia nuovi servizi (assistenza di supporto legale, consulenza assicurativa e legale, fornitura di un controllo di gestione di base per l'analisi degli indici di bilancio, azioni di segmentazione del mercato per conoscere le aziende e formulare proposte ad hoc, in particolare spingendo all'internazionalizzazione, partecipando ad alcune missioni esplorative nel segno dell'innovazione e dell'export).

Sempre in tema di formazione, prende avvio il progetto di orientamento al lavoro artigiano, in collaborazione con i dirigenti delle scuole medie inferiori dei 22 Istituti Comprensivi che operano nell'area mandamentale.

2013

viene definito il Codice Etico associativo, specchio della migliore essenza dell'Associazione, che parla di qualità del lavoro, delle relazioni, dei prodotti.

2014

Apertura del nuovo ambulatorio di medicina del lavoro presso la sede centrale di Via Rosa Zalivani.

Il 18 febbraio una delegazione di artigiani partecipa a Roma alla mobilitazione generale del mondo economico "senza impresa non c'è Italia. Riprendiamoci il futuro" per chiedere al Governo un immediato cambio di rotta e risposte concrete per uscire dalla crisi.

Consorizio Artinrete: 21 aziende artigiane del settore edile si aggregano, dando vita ad un contratto di rete per offrire un servizio chiavi in mano.

Ufficio periferico di Paese: aperto nel 1988, viene ristrutturato completamente rendendo gli spazi più accoglienti e meglio organizzati.

Con il XX Congresso dei Delegati , riunitosi in data 30 novembre 2014, presso l'Auditorium di Santa Caterina a Treviso, termina il mandato di Carlo Pagotto e viene eletto Presidente Ennio Piovesan, imprenditore nel settore dei servizi post vendita per prodotti elettronici ed idrosanitari, di Casier. Lo affiancano i Vice Presidenti Fabio Battistella e Claudio Camilotto.

2015

I Rappresentanti delle Associazioni artigiane, unitamente ai Sindacati dei lavoratori e all'Anci, sottoscrivono un protocollo per il contrasto dell'abusivismo e del lavoro sommerso. Nel contempo il Mandamento avvia una campagna associativa per sostenere l'economia attraverso la legalità e la scelta di affidarsi ad imprese e professionisti "in regola".

Viene siglato un protocollo con la Banca di Monastier e del Sile Cooperativo, al quale aderiscono anche Ascom-Confcommercio Treviso, il Consorzio regionale di garanzia per l'Artigianato e Terfidi Veneto. Si tratta dello stanziamento di un fondo destinato ad imprese start-up. Sempre con BCC Monsile si firma un accordo per la concessione di leasing finanziari a favore delle aziende artigiane per l'acquisto di beni strumentali e di autoveicoli.

Altra iniziativa riguarda Spazio Hub, un progetto territoriale che incentiva la nascita di nuove imprese e la trasmissione di quelle esistenti.

Grazie all'attività sindacale sostenuta dal Presidente Piovesan e dai suoi collaboratori, l'Associazione ritorna nelle piazze, partecipando a numerosi eventi promossi dalle Amministrazioni comunali.

A dicembre viene nominato Vice Presidente Flavio Guerretta, in sostituzione di Claudio Camilotto, dimissionario per cessata attività.

2016

Viene implementato e potenziato l'ufficio di consulenza aziendale e societaria presso la sede centrale .

E' pienamente operativo il nuovo portale provinciale www.confartigianatojob.it dedicato a tutte le imprese che ricercano personale oppure sono interessate all'attivazione di stage. A tal scopo, il Mandamento apre uno sportello dedicato.

Sopraggiunge la notizia della scomparsa dell'ex Segretario Mario Carniato, che per 25 anni ha guidato il Mandamento di Treviso. Dopo la pensione il rag. Carniato ha continuato a riservare all'Associazione una dedizione totale, ricoprendo anche la carica di Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti.

2017

La struttura adotta il nuovo software Zucchetti. Si tratta di una scelta epocale in quanto il nuovo gestionale è progettato per sostenere la crescita delle imprese e permettere la massima efficienza dei processi di carattere contabile, amministrativo, organizzativo, logistico e produttivo.

Il 19 novembre si tiene la prima Convention dei Delegati a Palazzo dei Trecento. Momento fortemente voluto dai dirigenti per fare il punto di metà mandato e condividere i prossimi obiettivi strategici